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Una cosa che non sai di Polignano: U'Castarill

La storia che vi sto per raccontare a origine 100 anni prima della nascita di Cristo e inizia dall'orizzonte, inizia dal mare. Il vescovo Sarnelli chiama il nostro mare Adriatico “porcelloso” perché purtroppo non è mai calmo e non è mai amico a chi lo naviga. Cristo non è ancora nato, ma una nave proveniente dall'Africa appartenente alla flotta romana è in balia delle onde proprio nel mare Adriatico. A comandare quella ciurma c'è Caio Mario. Le condizioni nel mare si fanno sempre più avverse e dalla prua si alza in volo un falco, U' Castarill detto nel dialetto polignanese, sta cercando un approdo lì dove l'occhio umano non può arrivare. Ad un certo punto Caio Mario vede che il suo falco indica una direzione. Barra a dritta, si fa rotta verso la speranza di un approdo sicuro. La vedetta ad un certo punto grida “Terra! Terra!”. Il falco è già posizionato sulle rocce, aspetta Caio Mario e la sua ciurma. Li ha salvati. Su quelle rocce il comandante edificherà il primo edificio di Polignano e due poeti Lucio Pilosio e Aulo Licino Archia saranno incaricati di trovare un nome a quel luogo. I due artisti suggeriscono “Polimnia” onorando una delle 9 muse di Zeus. Ed ecco che è quel luogo prende il nome di Polimnianum.

Quell'edificio e tempio pagano attraverserà i secoli con all'interno il simbolo della musa Polimnia. Ma il cristianesimo incombe e al momento di convertire il tempio pagano in Chiesa la statua viene distrutta e i cocci utilizzati come pavimento d'ingresso, così che i fedeli possano calpestare la profana.

 “Idolo fui e or so fatta porta, ma ‘l vero dico che son pietra morta”.

Oggi non abbuiamo più la statua di Polimnia, ma ricordiamo ancora U'Castarill , ed è grazie a quel falco che oggi abbiamo Polignano.




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